Lavoratori domestici: colf, badante, tata, baby sitter

La colf, la tata o baby sitter, la badante sono esempi di lavoratori domestici. Ma quando un lavoratore può essere detto domestico? Quando lavora presso una famiglia in modo continuativo ed il suo lavoro riguarda esclusivamente le necessità e il funzionamento della vita familiare.

Il rapporto di lavoro tra il datore, cioè il familiare, e domestico è regolamentato dal contratto collettivo nazionale del lavoro (CCNL). Il CCNL è suddiviso in articoli e descrive diritti e doveri sia del datore che del lavoratore. E nella maggior parte dei casi l’unico ufficio statale con cui è necessario comunicare è l’INPS:

Le principali caratteristiche che definiscono il rapporto di lavoro domestico sono:

  • La nazionalità del lavoratore.
  • L’inquadramento del lavoratore
  • La convivenza con la famiglia

Nazionalità del lavoratore

Per assumere il lavoratore italiano o di un paese della Comunità Europea bastano un documento d’identità, il codice fiscale, la tessera sanitaria ed una comunicazione all’INPS. Invece sono necessari più documenti e bisogna fare più comunicazioni se è straniero e viene da uno stato che non è nella Comunità Europea

Inquadramento del lavoratore

L’inquadramento classifica il lavoratore e contribuisce alla definizione dello stipendio minimo. Per i lavoratori domestici il CCNL definisce 8 livelli di inquadramento e per ognuno di essi sono definite le caratteristiche che il lavoratore deve avere (la qualifica) e le attività che deve eseguire (le mansioni).

La convivenza in famiglia

I lavoratori domestici si dividono in due grandi gruppi: quelli che convivono con la famiglia e quelli che non convivono. Solitamente i primi vengono chiamati conviventi, mentre i secondi a ore. Molti aspetti che regolamentano il rapporto di lavoro sono differenti per lavoratori conviventi ed i lavoratori a ore, a partire dallo stipendio. Nel primo caso è mensile indipendente dalle ore di lavoro, mentre nel secondo caso c’è un paga oraria ed la colf, per esempio, è pagata in base alle ore lavorate.

I conviventi hanno uno stipendio mensile indipendentemente dalle ore lavorate, mentre i lavoratori ad ore vengono pagati in base alle ore di servizio nel mese.

I lavoratori conviventi hanno diritto al vitto ed alloggio compresi nello stipendio. Questo vuol dire anche che se non ne usufruiscono in natura, hanno diritto ad un’indennità economica da aggiungere allo stipendio secondo delle tabelle concordate.

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