Le ferie di colf, badanti, tate, e baby sitter

Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) nell’articolo 18 dice sulle ferie:

  • Il lavoratore domestico ha diritto a 26 giorni di ferie, cioè un mese di lavoro, se presta servizio per tutti i 12 mesi dell’anno.
  • Se il lavoratore presta servizio per meno di 12 mesi ha diritto ad un numero di giorni proporzionale ai mesi lavorati. Cioè ottiene 1/12 dei 26 giorni di lavoro per ogni mese di servizio, dove si intende il mese lavorato se è stato prestato servizio per più di 15 giorni.
  • I giorni di ferie devono essere fruiti in modo continuativo, cioè in blocco, suddividendoli al massimo in due periodi distinti durante l’anno
  • I lavoratori conviventi percepiranno lo stesso stipendio mensile, cioè ogni giorno di ferie verrà pagato 1/26 dello stipendio mensile
  • I lavoratori ad ore percepiranno ⅙ dello stipendio settimanale per ogni giorno di ferie
  • Per il calcolo delle ferie la settimana lavorativa va dal lunedì al sabato, indipendentemente dall’orario di lavoro

In pratica il CCNL garantisce al lavoratore un mese di ferie pagate indipendentemente dall’orario di lavoro. L’applicazione del CCNL per il lavoratori conviventi full time è semplice. Non lo è invece nel caso di lavoratori a ore, per i quali è necessario un’interpretazione dei commi e delle note a verbale.

Lavoratori conviventi

Per il lavoratore convivente è facile applicare le norme del CCNL poiché percepisce uno stipendio mensile. Se usufruirà di giorni di ferie percepirà sempre lo stesso importo alla fine del mese.

Se il lavoratore non risiede in casa della famiglia e non usufruisce dei pasti, ha diritto all’indennità di vitto e alloggio definita dalle relative tabelle per ogni giorno di ferie.

Lavoratori a ore

Per i lavoratori ad ore o part time è necessaria un’interpretazione della norma. Il CCNL dice di pagare un giorno di ferie ⅙ della paga settimanale. Questo perché il lavoratore percepisce la stessa paga ogni settimana a differenza dello stipendio mensile che cambia in base alle ore lavorate. Applicando alla lettera queste indicazioni però è facile non rispettare l’intento del CCNL e cioè garantire un mese di ferie pagato indipendentemente dall’orario. Di seguito un esempio.

Supponiamo una colf a ore che lavora 4 ore la mattina del martedì e 4 la mattina del giovedì a 6 euro all’ora. Se si assentasse il giovedì, dovrebbero essere indicati anche venerdì e sabato come giorni di ferie per riuscire a garantirgli lo stipendio settimanale.

In una settimana:

4 ore + 4 ore = 8 ore x 6,00€ = 48,00€ alla settimana

Se giovedì fosse l’unico giorno di ferie indicato:

(4 ore x 6,00€) + (1 giorno x 8,00€) = 32,00€

dove gli 8 euro sono ⅙ dello stipendio settimanale. Pertanto per garantire lo stipendio settimanale dovranno essere conteggiati anche venerdì e sabato come ferie e cioè:

(4 ore x 6,00€) + (3 giorni x 8,00€) = 48,00€

E’ chiaro che la gestione delle ferie diventerebbe complessa.

Per evitare tutto questo, Colf No Problem converte i 26 giorni di cui ha diritto il lavoratore in ore, in rapporto all’orario di lavoro. 26 giorni equivalgono al numero medio di giorni lavorati in un mese e quindi la colf dell’esempio precedente avrà diritto a:

8 ore x 4,3333 settimane = 35 ore di ferie

Dove 4,3333 sono le settimane medie in un mese, ricordando che ogni arrotondato è per eccesso all’ora successiva.

In questo modo sarà sufficiente indicare che la colf si sia assentata il giovedì, così avrà usufruito di 4 ore di ferie e verrà pagata solo per le ore di assenza, garantendo lo stipendio settimanale:

(4 ore di lavoro x 6,00€) + (4 ore di ferie x 6,00€) = 48,00€

Meno di 12 mesi di lavoro

Il lavoratore ha diritto a 26 giorni di ferie se lavora 12 mesi in un anno. Se lavorasse meno avrebbe diritto a 1/12 dei 26 giorni per ogni mese lavorato. Un mese viene definito lavorato se il lavoratore presta servizio per più di 15 giorni nel mese. Facciamo alcuni esempi.

Una una badante inizia a lavorare il 1 marzo: in questo caso ha diritto a 10/12 dei 26 giorni. La lavoratrice presta servizio da marzo a dicembre per un totale di 10 mesi, in quanto a marzo lavora più di 15 giorni. Quindi che i giorni di ferie sono:

26 giorni : 12 mesi = 2,2 giorni x 10 mesi lavorati = 22 giorni di ferie

Ricordando che ogni arrotondato è per eccesso al giorno successivo.

Una sua baby sitter inizia a lavorare il 20 marzo e presta servizio per 10 ore la settimana: in questo caso ha diritto a 9/12 del mese di ferie, in quanto a marzo lavor meno di 15 giorni. Per un calcolo più preciso convertiamo i giorni di ferie in ore, come fa Colf No Problem, ed otteniamo:

10 ore x 4,3333 settimane = 43 ore : 12 mesi = 3,6 ore x 9 mesi lavorati = 32 ore di ferie

Ricordando che ogni arrotondato è per eccesso all’ora successiva.

Singoli giorni di ferie

Volendo seguire alla lettera il CCNL, il lavoratore dovrebbe prendersi le ferie in al massimo due periodi all’anno. Sapendo però che talvolta è utile prendere uno o due giorni di ferie separati dalle ferie estive o natalizie, Colf No Problem permette di inserire singoli giorni di ferie e riesce a gestire correttamente il conteggio e il pagamento di questi.

Dimissioni, licenziamento

Se il lavoratore si dimette o viene licenziato e non ha usufruito di tutte le ferie maturate, queste dovranno essere pagate come se il lavoratore avesse prestato servizio per tutti i giorni di ferie non goduti. Facciamo un esempio.

Una badante con uno stipendio di 900,00 euro al mese si è licenziata ed il suo ultimo giorno di lavoro è il 10 aprile. La lavoratrice ha diritto a 3/12 delle ferie perché in aprile non lavora più di 15 giorni:

26 giorni : 12 mesi = 2,2 giorni x 3 mesi = 7 giorni di ferie

Ricordando che ogni arrotondato è per eccesso al giorno successivo.

Non avendo usufruito di nessun giorno di ferie, in busta paga devono essere pagati tutti giorni non goduti con 1/26 dello stipendio, più l’indennità di vitto e alloggio:

7 giorni x ((900,00€ / 26 giorni) + 5,48€) = 280,70€

Anche in questo caso Colf No Problem calcola in automatico il conguaglio dei giorni di ferie nell’ultima busta paga del lavoratore. Aggiungendo denaro se il lavoratore non ha usufruito di tutti i giorni di ferie o sottraendo denaro se il lavoratore per qualche motivo abbia usufruito di più giorni di quelli che gli siano dovuti.

Nel caso il lavoratore usufruisca di giorni di ferie durante il periodo di preavviso, questo si prolungherà di tanti giorni quanti sono i giorni di ferie usufruiti.

Malattia e periodo di prova

Se durante un periodo di ferie il lavoratore si ammala, il lavoratore deve avvisare il datore di lavoro tempestivamente ed il periodo di ferie verrà sospeso. In pratica, i giorni di malattia non possono essere conteggiati come ferie anche se all’interno di un periodo di ferie concordato. Facciamo un esempio.

La badante è in ferie dal lunedì a sabato, per un totale di 6 giorni di ferie. Giovedì avvisa il datore di lavoro che è ammalata e il medico gli ha dato 3 giorni di malattia. Il lunedì successivo la badante torna regolarmente al lavoro. In questo caso, i giorni di ferie da conteggiare sono solo 3, dal lunedì al mercoledì.

Allo stesso modo, nel caso il lavoratore usufruisca di giorni di ferie durante il periodo di prova, questo si prolungherà di tanti giorni quanti sono i giorni di ferie usufruiti.

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